Bosnia

Mi hanno chiesto di parlare del mio terzo grande amore nazionale. Se il primo è l’Italia e il secondo (forse si è colto) è la Russia, il terzo è sicuramente la Bosnia. Terzo solo perchè arrivato cronologicamente dopo gli altri due, non per mancanza di meriti.
Non saprei cosa dire della Bosnia, per quante volte ci sia andata ne so sempre molto poco. Ci sono cose che non puoi capire della Bosnia se non hai vissuto la guerra lì. Sono scattati dei meccanismi che intuisci, ma non sai capire fino in fondo.
L’unico modo che ho di scriverne è ricopiare parte di una mail mandata ad un amico.
“Da quattro anni conosco personalmente la Bosnia Erzegovina e i bosniaci.
Sono stata nelle loro case, ho bevuto caffè turchi (oddio quanti,alla fine l’espresso ti sembra strano!), mi hanno aiutata, alcuni li abbiamo aiutati. Molti ci hanno raccontato le loro storie, ma della guerra non vogliono più parlarne.
Alcuni sono impazziti, altri sono morti, altri (soprattutto donne, dato che non combattevano) si sono rimboccati le maniche e hanno ricominciato testardamente a costruire, a lavorare.
Ho frequentato soprattutto bosniaci musulmani della municipalità (leggi: provincia) di Gracanica.
Non posso dire di conoscere la Bosnia, nè tantomeno di capirla, perché la Bosnia è un puzzle con tante tessere diverse che non sanno ancora unirsi.
Ma quello che posso dirti sulla base della mia esperienza è che in Bosnia bisogna avere cautela, attenzione, tatto. Bisogna soppesare le reazioni che avranno le proprie azioni, perchè magari non c’è più l’odio bellico, ma di diffidenza ce n’è ancor tanta.
Ti faccio due esempi, in modo che tu possa un po’ capire.
L’organizzazione di cui faccio parte, il Comitato di sostegno alle forze ed iniziative di pace, opera da oltre 10 anni in Bosnia. Solo nel settembre del 2005 si è riusciti a mettere in piedi una maratona tra paesi serbi e musulmani delle municipalità di Gracanica e Petrovo, in collaborazione con i sindaci delle due città. Non sono molto km, saranno una decina al massimo, ma la maggior parte dei partecipanti non aveva MAI passato il piccolo fiume, la Spreca, che divide il territorio musulmano da quello serbo.
L’altro esempio è ancora più lampante. Ogni estate con i bambini organizziamo un torneo tra villaggi (leggi: paesi). Bene, un intero
villaggio si è rifiutato di mandare i propri bambini al torneo perchè partecipava anche un paese serbo. Ed è un gioco. E sono bambini.
Il punto è questo. In Bosnia c’è bisogno di COESIONE SOCIALE, c’è bisogno che le varie entità della Bosnia si guardino senza il rancore del passato.
L’Occidente ha fatto tanto in Bosnia, e tanto ha anche sbagliato.
Prendiamo la NATO, ha fatto dei bei danni. E non sono io a dirlo dall’alto dei miei 24 anni. Lo dice anche solo la parola Srebrenica.
Mi fa paura il campanilismo.
Sarajevo è stata aiutata economicamente tantissimo. Era giusto, perchè era capitale, ed era giusto perchè è stata a lungo sotto assedio, era giusto per le stragi del mercato e tante altre cose. Ma nessuno mi toglie la fastidiosa sensazione che sia stata aiutata così tanto anche perchè cattolica.
Cattolici che aiutano cattolici, ortodossi che aiutano ortodossi, musulmani che aiutano musulmani. Non penso la Bosnia abbia bisogno di questo in questo momento. Vogliamo aiutare? Bene, rivolgiamoci ai sindaci, alle rappresentanze. Cerchiamo di capire le necessità effettive, di sentire varie campane. Non portiamo differenze quando vogliamo portare pace.
La guerra in Bosnia troppo spesso è stata fatta passare come una guerra di religione. Ma è stata un guerra di poteri, una guerra politica.
E non cattolici contro musulmani contro ortodossi. Era un tutti contro tutti.
Quando si dice che la gente in Bosnia non sapeva se fidarsi o no del proprio vicino di casa non si sta scherzando.
La differenza etnica e religiosa si sono sommate fino ad ottenere il risultato che non si sapeva chi combatteva chi.
E ti ripeto questo, non ci sono state popolazioni buone e popolazioni cattive. come in tutte le guerre, ci sono gli interessi e c’è la gente che muore sul campo, ci sono le mosse fatte su una piantina, e poi c’è chi quelle mosse manco le capisce ma esegue gli ordini.
Ora la smetto perché sto superando il limite di parole consentito dalla legge dell’attenzione….”
Non c’è solo questo in Bosnia, c’è l’immensa ospitalità della loro gente, le loro feste, le loro tradizioni… Ma questo un’altra volta…Vi lascio un po’ di link utili
A come Srebrenica di e con Roberta Bigiarelli
Uno spettacolo teatrale che fa capire molte cose sulla Bosnia
Souvenir Srebrenica
Questo purtroppo non l’ho ancora visto.
sito di turismo responsabile
l’osservatorio sui Balcani è la fonte sacra di chi si occupa di Europa Orientale e soprattutto chiaramente di balcanistica
una città è un mensile di interviste a cui sono abbonata e che quindi pubblicizzo volentieri
ANSA : notizie sulla Bosnia
come seguire la Bosnia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...