l’europa ha scoperto la Russia

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E ad un certo punto…TOH… l’Europa nota che tra lei e la Cina c’è in mezzo qualcosa. Qualcosa che occupa una distanza di tipo 11 fusi orari.
Se la Cina è vicina, all’improvviso si scopre che la Russia lo è anche di più.
Negli ultimi mesi i giornali si sono riempiti di articoli sulla Russia. L’avete notato, eh?
E mentre l’allegro refrain ripete “pressione, dittatura, pericolo”, è stato dato il via alla campagna allarmistica sulla Russia.
Nelle ultime settimane sono apparsi articoli sui “nuovi russi”, su Gazprom, sugli accordi sui confini russi, addirittuta sul movimento dei nazi-boscevichi, di cui qui non si era mai parlato.
Sono tutte realtà storiche, sono tutti spaventosi stati di fatto.
Ma che ne è stato del Putin-compagnone del pre-Politkovskaja?
Del Putin amico dell’Italia, di cui Berlusconi parlava con tanto entusiasmo?
E’ inconcepibile.
Sono 7 anni che Putin è al potere, e al 7° anno ci rendiamo conto che non è quell’esempio di democrazia che l’Europa sperava?
Al 7° anno l’immagine di Putin amicone sparisce e miracolosamente appare il Putin ricattatore?
Come hanno potuto convivere in lui Jekyll e Hyde per anni senza che l’Europa notasse nulla?
E’ da anni che Putin accentra potere in mano allo stato, che rimette mano alle leggi (pensavate che fossimo i soli, eh?), che pompa Gazprom e Lukoil. Ce ne siamo resi conto l’anno scorso quando ha iniziato a fare la voce grossa per le risorse naturali, quando è stata uccisa Anna Politkovskaja.
La Politkovskaja non è stata il primo giornalista ucciso in Russia, dal 1992 al 2007 sono stati ammazzati 218 giornalisti . E volendo dirla tutta, tra questi ci sono giornalisti di quotidiani con una tiratura decisamente superiore alla Novaja Gazeta.
Parlando chiaramente, Putin ha vinto nel 2004 con più del 60% dei voti. Ai russi Putin va bene.
Va bene perchè dopo Eltsin la Russia voleva una figura forte, che risollevasse l’orgoglio nazionale.
E così è stato. Il motto di Putin è una Russia forte, grande, una Russia che faccia sentire alta la sua voce.
Ci sta riuscendo, da questo punto di vista. Ne sta venendo fuori una Russia che va rafforzandosi ma a danno di molti valori che l’Europa considera imprescindibili.
Putin concluderà il suo mandato nel 2008. I suoi delfini si stanno già preparando.
Ora quello che mi preoccupa, e che dovrebbe preoccupare i capi Europei, è capire se Putin era la fase storica necessaria  tra un governo che ha portato molte inequità e un futuro di uno stato più diplomatico.

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