allora com’è andata in Russia?

ALLORA, COM’E’ ANDATA IN RUSSIA?

Ogni volta che mi viene posta questa domanda io cado letteralmente dalle nuvole.
Non so proprio cosa rispondere, come rispondere.

Il cuore mi si gonfia, non appena sente la parola “Russia”, si agita, ma dalla bocca non esce mai nulla che esprima quel maremoto interno.

Se dico “bene”, il mio stomaco mi rimprovera che manca qualcosa. Non posso dire “male” perché non è vero, e nemmeno “così così”, altrettanto falso.
Tendo a rispondere cose che non hanno un’apparente coerenza, ma che esprimono meglio la mia incapacità di dare una risposta “secca”.

È stato denso.


Studio russo da 5 anni, è una lingua incredibile, vorrei farne un lavoro. Insomma, tutti i segnali hanno sempre indicato una direzione precisa: in Russia prima o poi avrei dovuto finirci.

Sono partita dall’Italia ad inizio ottobre, per frequentare per 3 mesi i corsi all’università statale di Mosca e raccogliere materiale per la tesi. Sono tornata a fine dicembre, sentendomi piena e vuota allo stesso tempo.
Piena, perché ero stata riempita di bellezza, di cose inaspettate, di sorprese, di luoghi, di persone, a volte di disillusioni. E allo stesso tempo ero vuota, perché la Russia mi ha insegnato a non vedere solo quello che vorrei vedere, a non ascoltare quello che fa piacere ascoltare.

La Russia non è lo stato “facile” che vorremmo. Dopo qualche mese lì ci si rende conto che bisogna ascoltare molto per capire, non filtrare con la nostra ottica, perché non vedremmo niente di nuovo. Cercheremmo solamente conferme di quanto abbiamo già nella testa.
La Russia è figlia della sua storia, una storia complicata, di ideali spezzati, una storia di un popolo rimasto orgoglioso e testardo in decenni di regime.

Allora, com’è andata in Russia?
È un mondo senza filtri.

Una mia insegnante a Mosca diceva che “in Russia di medio non c’è nulla”. E aveva assolutamente ragione.
La Russia è la bellezza dell’ ospitalità viscerale delle persone. Altro che offrirti il caffè! Se vai a casa di qualcuno il minimo che ti possa accadere è di essere trattenuto e messo all’ingrasso!

La Russia è la miseria della sua violenza, della sua corruzione..

Sono i soldi che sono arrivati tutti in un colpo, e in mano a pochi, fonti di nuove contraddizioni sociali.

È l’orgoglio russo della propria arte e della propria letteratura.

La Russia sono le persone semplici che ho conosciuto, che ti accolgono in un modo schietto, che ti insegnano che le cose vanno chiamate con il suo nome.

Ho imparato che spesso meno forma e più sostanza è una regola che funziona.
E ripenso alla bibliotecaria che mi è scoppiata a piangere davanti quando le ho regalato un biglietto di auguri per l’anno nuovo, al dottorando che ha passato 4 ore con me in laboratorio a cercare libri per la mia tesi, a tutte le persone che ho incontrato.

La Russia è per me la voglia di parlarne, la speranza che qui si abbia voglia di ascoltarla, questa Russia che cresce e cambia; è la preghiera perché la Russia cresca, superando le contraddizioni ricchi/poveri, potenti/miseri…

Com’è andata?
È andata che ora qualcuna delle mie preghiere a Dio poi vola verso Est. È andata che ci tornerò presto, per imparare cose nuove, per ascoltare quello che in Italia non si sa della Russia.

 

 

 

 

 

Un pensiero su “allora com’è andata in Russia?

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