M.

Mohamed ha ricevuto la protezione umanitaria e per due anni potrà stare qui in Italia e cercare di crearsi un percorso stabile. Ed è fortunato, perché per il momento ha un alloggio che non gli verrà tolto, a differenza dei sempre più che dopo la risposta positiva della commissione trovano solo la vita per strada.
Questo è il mio pensiero buono, il mio pensiero positivo del giorno, la mia traccia di speranza: che se uno ha delle carte è giusto che possa arrivare a giocarsele, che gli siano dati gli strumenti per arrivare a mostrarle.
E se un po’ del tempo che abbiamo dedicato a spiegargli le meravigliose assurdità della lingua italiana in qualche modo gli è servito, allora stasera devo solo ringraziare che mi sia stata data questa possibilità di contribuire.
Ora non inizia una parte facile, inizia semplicemente un altro livello del gioco, che prevede che le sue carte debba continuare a mostrarle (e dimostrarle) ad ennemila commissioni diverse fatte da responsabili di risorse umane, datori di lavoro, affittuari, vicini di casa, siorette del supermercato, passanti, impiegati di chissà che ufficio…
Ma un passo è stato fatto verso qualcosa che forse ora si può chiamare futuro e non limbo, come prima, e per stasera è un pensiero sufficiente.
E mi viene in mente una cosa che un altro richiedente asilo mi ha detto una volta, pochi giorni prima di ricevere il responso della commissione: “Siamo uomini, dobbiamo avere coraggio”.
Così sia.