Lettera aperta a mio marito

Scelgo di condividere questa lettera, nata come comunicazione privata, per ringraziare chi in questi tre anni mi ha portato a rivedere la mia idea di amore e ad abbandonare, spero per sempre, la dipendenza dal ruolo di “crocerossina indispensabile”. 

Grazie per non avermi mai reso le cose troppo comode durante questi primi tre anni di relazione. Per aver scelto che neanche per te fosse comoda, scontata, la costruzione del resto della nostra vita insieme. E per avermi insegnato, consapevolmente o meno, che “noi” non è la semplicemente la somma di un “io” e un tu”, ma affronta un proprio autonomo cammino.

C’era un tu che non considerava il matrimonio e c’era un io convinto che non si potesse costruire un futuro solido con chi non condivideva il mio stesso credo religioso. Ora c’è un noi che ci ha portato a sposarci in chiesa e sceglierci per tutta la vita, e questo non l’avrebbe detto né il tu ne l’io.

Grazie per avermi scelta, per quell’unità di misura strana che è il “tutta la vita”.

Grazie per costringermi a fare fatica, a lavorare sui miei limiti, a cercare di diventare la persona che meriti di avere a fianco. Spero che la benedizione della fatica non ci abbandoni mai.

Grazie del cambiamento che hai fatto tua sponte, quella tua fatica è stata la dimostrazione e la conferma di un amore lungimirante, radicato. E’ quello che oggi mi fa dire che forse cozzeremo col pediatra, moriremo di insonnia, sbaglieremo molto, diremo sicuramente molte parolacce in presenza dei nostri figli prima ben prima della loro adolescenza ma saremo anche probabilmente capaci di costruire un posto d’amore in cui crescere.

Ammiravo la tua forza anche quando ti detestavo, ammiravo la tua intelligenza anche quando la usavi per isolarti.
Ora la tua forza è diventata anche un po’ mia, aiutandomi nelle scelte, dandomi nuove motivazioni e portandomi ad immaginare ciò che avevo smesso di volere.

Buon terzo anno, mio compagno, e se queste sono le premesse (e le promesse) vedrai che non ci riuscirà mai facile di annoiarci insieme.

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