Mese 22

Essere umano di piccolissima taglia

Emilia canta da sola

Colora con i pennelli (dieci minuti), manipola la plastilina, preferisce comunque i sassi;

da quando l’ho ustionata con la minestra ha perso fiducia nella mia valutazione della temperatura del cibo. Tutto il cibo è sempre e comunque caldo;

si nasconde, di solito appiattendosi contro il primo mobile;

i pupazzi sono animati: c’è chi ha freddo ai piedi, chi ha fame, sete, sonno, che vuole saltar, chi ha fatto pipì, chi ha il raffreddore. A volte Emilia sfrutta le richieste dei pupazzi per farsi avvicinare del cibo che poi mangia lei;

Alcuni verbi sono espressi in modalità alternative: suonare dal gesto della chitarra, saltare da “Opp”, mangiare da “Amm amm”;

Le gag familiari diventano sempre più numerose e complesse. Quando si sveglia e inizia il lungo aggiornamento con l’orso sulle attività notturne, il primo dialogo tra noi e lei è sempre il medesimo. “Chi c’è qui dentro?” “Ilia” “E cosa fa Emilia?” “Nanna” ;

Richiedere dell’acqua è la sua strategia preferita per distrarre l’avversario dai suoi intenti malefici (vestirla, proporle di andare a dormire…);

Conta fino a dieci, cosa che davvero non ci aspettavamo.

Essere umano di piccola taglia

Mi trovo in difficoltà con la sua comunicazione creativa. Ino può essere “grissino”, “panino”, “vino”. “Pai-cè” è la parola su cui ci stiamo scervellando da settimane ma deve essere particolarmente divertente perché si scompiscia dal ridere.

Non riesco ad uscire dalla trincea. Prima Emilia, poi il Covid, ora l’aumento dei casi, la tensione sulle terapie intensive, la paura per il lavoro, per l’aggressività sociale che cresce. Quando arriverà questo vaccino io urlerò e piangerò tutto quello che ho trattenuto in questi mesi. E poi dormirò, in un lungo letargo di quiete.